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Old 06-03-2010, 21:57   #31
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27 Ubi tu Gaius ego Gaia


*tuoni*

*pioggia*

…la notte oscura e tempestosa regnava sovrana sulle terre di Sosaria.

In una vasta prateria, il vento impetuoso soffiava sul lungo manto erboso che la ricopriva.

All’orizzonte i lampi della tempesta si esibivano nel loro spettacolo lucente.

Numerosi ululati si udivano in lontananza, provocati dal vento che sfrecciava veloce in mezzo alle fronde degli alberi circostanti.
Una sagoma oscura saettava su questo palcoscenico tenebroso.

*tuoni*

Un ennesimo gioco di luci dei fulmini, che cadevano su Sosaria, illuminò la figura dello sconosciuto.

L’essere era in sella al suo destriero, portava indosso una pesante armatura color smeraldo, sulla schiena trasportava una lunga e massiccia barda dalla lama consunta; sopra la sua corazza portava un busto grigio e un kilt giallo.
La descrizione del vestiario dell’individuo corrispondeva alle vesti di un soldato OdTO, uno dei membri del più antico Ordine dei Templari di tutta Sosaria, il quale aveva sede nella città Sacra di Trinsic.

Il cavaliere si trovava nel bel mezzo di una violenta tempesta, la sua vista era limitata dal vento che accecava il suo sguardo con l’ausilio della pioggia.

Il guerriero non trovava un punto dove avrebbe potuto riprendere fiato al riparo, per poi re intraprendere il suo viaggio.

All’improvviso l’ennesima saetta illuminò un gruppo di alberi vicini al guerriero, vicino ad essi le macerie di un’antica costruzione fornivano quello che sembrava un riparo sicuro.
Così il guerriero decise di avviarsi verso quel luogo.

*prende fiato*

Il cavaliere affaticato, si accasciò appoggiato sui ruderi di quell’edificio.

Controllando la situazione circostante, decise di togliersi l’elmo.

Il volto bronzeo, gli occhi azzurri come il ghiaccio eterno e i capelli bruni erano i tipici tratti somatici di un Fremen.
Il guerriero mentre riprendeva le forze, controllava lo stato della sua arma e della sua corazza.

Mentre si riposava iniziò a scrutare l’orizzonte; dopo diversi minuti l’ennesimo lampo illuminò la radura circostante, giochi di luce che permettevano al Fremen di poter tener sotto controllo la situazione anche durante la notte; forse il guerriero non avrebbe odiato così tanto quella tempesta.

Ad un certo punto un tuono assordante fece sobbalzare il Fremen dalla sua impetuosità.
Le saette continuavano ad illuminare lo spazio attorno, ma qualcosa vicino ad un gruppetto di alberi attirò l’attenzione del guerriero.
Di conseguenza, il cavaliere decise di risistemarsi per partire verso quel punto preso di mira in precedenza.
Così fece, il Fremen saltò in sella al suo destriero e si recò alla volta del gruppo di alberi.

Una volta abbandonato il riparo dei ruderi, la tempesta tornò a tormentare il guerriero, nonostante ciò questi continuò il suo cammino senza indugiare.

Più il Fremen si avvicinava al punto desiderato, più si accorgeva che qualcosa era presente ai piedi di quegli alberi.

Una volta raggiunto il luogo, una figura umana era sdraiata a terra sotto il riparo degli alberi, il cavaliere si allarmò subito e corse in suo soccorso, essa indossava delle vesti viola, una cotta di maglia color celeste e portava dei lunghi capelli castani.

Quando il Fremen soccorse la persona sventurata era rivolta col volto verso il basso, perciò dovette sollevarla da terra per tenerla in braccio.

Quando il cavaliere la vide in volto, si accorse che si trattava di una donna.

Anche lei aveva la pelle bronzea, proprio come lui, doveva trattarsi di una Fremen, ma quando le spostò i lunghi capelli fradici dal volto, la cosa che colpì di più il guerriero fu la bellezza del suo viso.

La ragazza era giovane, aveva dei bei lineamenti snelli, labbra sottili e occhi, come il Fremen, color ghiaccio.

Ogni particolare del suo volto sembrava connesso l’uno con l’altro, con un incredibile perfezione, come se tale bellezza fosse concepibile solo dalla mano di un abile disegnatore.

Il popolo dei Fremen era noto come una delle razze votate alla guerra e al combattimento, l’aspetto fisico era forse la peculiarità che curavano meno di loro, ma non lei.

L’esemplare che aveva di fronte era un’eccezione che lasciò il Fremen abbastanza sconvolto.

Rimase a lungo a fissare i lineamenti del suo viso come se fosse stato stregato da quella presenza femminile.


Improvvisamente il guerriero ricordò che era giunto fin li per soccorrerla, probabilmente era svenuta dalla spossatezza dovuta al viaggio durante la tempesta e dal forte freddo che portava il vento impetuoso.

Sicché decise che l’avrebbe portata a Trinsic, al sicuro, dove avrebbe ricevuto le cure per tornare in salute.
Il guerriero avvolse la ragazza in un lungo manto blu notte, così che rimanesse al caldo.
La sollevò e la sistemò con cura sulla sella e successivamente il guerriero salì sul dorso del suo destriero, in modo che avrebbe protetto la ragazza fino a destinazione.

*rumore di zoccoli*

Il cavaliere galoppava nelle lunghe praterie che precedevano le mura della sua amata Trinsic.
Scrutò verso l’orizzonte e vide le alte mura della città Sacra, con le torce che la illuminavano; un sorriso comparve sul volto del Fremen; guardando la sua protetta pensò nella sua mente:

“ Resisti, siamo arrivati “

Una volta giunto al portone Sud della città, il guerriero urlò al guardiano:

“ Luis Guardiano della Porta Sud, Apri!!! “

Il guardiano guardò da una delle alte torri di Trinsic ed esclamò:

“ Buon Idior! Rocco siete voi! Chi è quella persona in vostra compagnia? “

Il cavaliere rispose:

“ Non ho tempo ora di spiegarti tutta la storia, ha bisogno di cure mediche e alla svelta!!! Mi prendo io la responsabilità di portarla in città, se succederà qualcosa parlerò io stesso con Re Kira “

Così il guardiano della porta Sud aprì immediatamente le porte della città.
Il guerriero superò con un salto i gradoni che succedevano la soglia della città e sfrecciò verso la sede OdTO, dove i guaritori della città avrebbero soccorso la ragazza in sua compagnia.

Giunto alla Sede OdTO, il cavaliere prese in braccio la ragazza Fremen ancora avvolta nel manto blu notte e la portò al sicuro all’interno dell’edificio.
Non appena entrò nella sede, incontrò tre guaritori che vedendolo provato dalla fatica e con una sconosciuta in braccio, iniziarono a domandare al soldato OdTO:

“ Rocco, che vi è successo? E chi è questa fanciulla che portate con voi? “

Il guerriero col fiatone rispose:

“ *prende fiato* L’ho trovata…*anf* svenuta nella…tempesta *anf* presto dattele dei soccorsi… MUOVETEVI!!! “

Lo sguardo del cavaliere fece capire che li avrebbe uccisi se non si fossero sbrigati a soccorrere la ragazza.
Così uno dei tre guaritori impartì degli ordini ai suoi assistenti:

“ Presto, fate come dite, portate la ragazza nell’altra sala, veloci!!! …Rocco voi state bene? “

Il Fremen riprendendo fiato si accasciò alla parete e rispose affaticato:

“ Non preoccupatevi di me *anf*… io sto bene… sono solo affaticato dal viaggio..*anf* “

Il guaritore comprese la situazione:

“ Bene, vi prometto che la cureremo, non preoccupatevi, voi pensate a riprendere le forze “

Così il guaritore si affrettò a raggiungere i suoi colleghi.

Il cavaliere sorrise, soddisfatto d’aver portato in salvo quella splendida fanciulla.
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Non appena il Fremen riprese le forze, attese l’arrivo di uno dei guaritori che li fornisse novità sullo stato di salute della ragazza.

Impassibile, in piedi, di fronte alla porta della sala medica, attese a lungo l’arrivo di uno dei guaritori.

Dopo parecchio tempo, la porta si aprì e ve ne usci uno dei guaritori, che sorridendo parlò al cavaliere:

“ *sorride* non preoccupatevi la ragazza sta bene… è solo svenuta, domani sarà già in forze “

Il guerriero tirò un sospiro di sollievo e rispose:

“ Vi ringrazio infinitamente per averla soccorsa senza indugiare, fidandovi della mia sola parola… “

Il guaritore sorrise ancora di più:

“ Non preoccupatevi, ora pensate a riposare “

“ Non ne ho voglia in questo momento… attenderò qua fuori dalla porta il suo risveglio, farò da guardia nel caso le succeda qualcosa “

Il guaritore inizialmente deciso a far cambiar idea al Fremen, osservò il suo sguardo determinato e sorridendo rispose al soldato OdTO:

“ Bene, allora a presto Rocco “

E così si allontanò dal cavaliere.
Il Fremen voltandosi, vide una sedia, decise che l’avrebbe posizionata appoggiata alla porta della sala, dove avrebbe atteso il risveglio della sua assistita.




*cinguettii*

La notte era passata e per fortuna nulla di preoccupante era successo, se non ché il Fremen di guardia si era lentamente addormentato sul suo posto di guardia.

Nonostante stesse dormendo, non aveva cambiato la sua posizione di guardia.

Le grandi finestre colorate della sede OdTO, filtravano i raggi del sole splendente nel cielo.

La pace regnava sovrana quel dì a Trinsic.

Improvvisamente la porta alle spalle del cavaliere si aprì lentamente.

Da dietro la schiena del Fremen, comparve la fanciulla che aveva salvato, ma il guerriero era ancora immerso nel mondo dei sogni.
La Fremen appoggiando la propria mano sulla spalla del cavaliere, lo svegliò.

Il Fremen aprì lo sguardo lentamente e voltandosi vide la ragazza in piedi che li sorrideva, ora che aveva ripreso le forze, era ancora più bella di quando la vide per la prima volta nella tempesta.

La ragazza parlò:

“ Siete voi che mi avete salvato la scorsa notte, vero? *sorride* “

Il Fremen sorrise a sua volta e rispose:

“ Si sono stato io… spero che ora stiate bene “

“ Certo, ora sto bene… e lo devo a voi *sorride* “

“ I guaritori mi hanno detto che mi avete atteso qua fuori dalla porta tutta la notte… siete stato molto gentile “

“ Quale uomo abbandonerebbe una dolce creatura come voi nel bel mezzo di una tempesta?! “

La ragazza sorrise ancora di più e abbracciò il guerriero, che rimase impietrito da quel gesto.
Poi tornò a guardare il Fremen sorridendo.
Il cavaliere era rimasto stregato dal suo viso, come la prima volta che l’aveva vista:

“ Vi ringrazio, ma forse non merito tutto questo, ho fatto quello che penso sia il mio dovere *sorride* “

La ragazza domandò al Fremen:

“ Io non conosco ancora il nome del mio salvatore… ”

Il guerriero imbarazzato si affrettò a rispondere:

“ah-eh *balbetta* … avete ragione, il mio nome è Rocco Siffredi, sono un soldato OdTO di Trinsic, sono qui per servirla *si inchina* “

La ragazza sorrise ancora di più:

“ Il mio nome è Vielyth, vi ringrazio ancora per l’aiuto che mi avete dato…Rocco *sorride* “

“ Così questa è la città Sacra di Trinsic?! …bhè se tutti i suoi cittadini sono gentili come voi, credo che non mi dispiacerebbe farne parte “

Terminando la frase lanciò un sorriso radioso verso Rocco, che rispose vicendevolmente:

“ Non preoccupatevi Vielyth, i cittadini di Trinsic sono tutti così *sorride*… da oggi sarete sotto la mia ala protettiva *ride* … ora vado ad avvisare Re Kira, della vostra presenza, nel frattempo riposate e recuperate le forze… a presto Vielyth “

Vielyth sorridente rispose:

“ Lo spero, Rocco… *sorride* “

Così il soldato OdTO salutò la fanciulla e si avviò verso il palazzo reale dove avrebbe incontrato Re Kira Von Hosterm.
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28 ...Addio Colonnello



*rumore del vento*



Un sole rosso fuoco illuminava le vaste praterie di Sosaria.

Delle alte colline verdeggianti oscuravano i suoi piedi dal tramonto.

Dalle sue penombre, un cavaliere in sella al suo cavallo, avanzava lentamente fuoriuscendo da esse, fino ad esser irradiato da quei raggi di fuoco.

La sua armatura aurea rifletteva il colore scarlatto del tramonto, dandole un innaturale sfumatura, la quale sembrava specchiare il cielo stesso.

In mano reggeva una massiccia barda, la sua lama affilata era color sangue, l’arma veniva tenuta salda e sicura nelle mani del suo padrone.

Costui rimirò l’orizzonte e il paesaggio circostante…

Dopo diversi secondi, il cavaliere fece alle sue spalle un cenno d’avanzare.

Dalla penombra delle alte colline, uscirono allo scoperto un manipolo di soldati, composto da una trentina di uomini.

Fra di loro c’era una grande varietà di combattenti:
Arcieri che imbracciavano i loro archi e pronti a cogliere ogni singolo movimento o rumore sospetto, Guerrieri protetti dalle loro scintillanti e robuste armature, fieri e sicuri di se con le loro armi massicce in mano, Maghi che borbottavano incantesimi da sotto i loro cappelli a punta.

Il plotone si distribuì con ordine di fronte al guerriero dalla corazza infuocata.

Costui rimirò il cielo, successivamente posò lo sguardo verso quelli che parevano essere i suoi sottoposti.

Mentre continuava ad osservare ciascuno dei suoi uomini, pronunziò parola:

“ Combattete con Onore “

*sospira*

“ Il consiglio più semplice che un capo possa dare…

…Combattete con spirito indomito…

…Lui non desiderava doni o poemi in suo onore o monumenti o folle di persone che lo acclamassero…

…Il suo desiderio era semplice…

…Ricorda chi siamo! “


Il guerriero incominciò a trottare il suo destriero innanzi ai suoi soldati, guardandoli uno a uno, fisso nei loro occhi.

Mentre faceva questo, riprese a parlare:

“ Così mi disse,

Era la sua speranza…

…Essere ricordato…

…Semmai un uomo possa vagare per queste terre,

Possano le rocce, il cielo e queste verdi colline,

nei secoli a venire,

sussurrare nelle sue orecchie…

…Qui giacciono i valorosi soldati OdTO. “


La voce del soldato si spezzò d’un tratto, il suo sguardo tornò a rimirare il cielo infuocato e così torno a posarsi sui suoi uomini:

“ E così il nostro Colonnello è morto…

…E i nostri compagni OdTO sono morti,

appena qualche lune fa. “


*prende fiato*

“ A lungo ho meditato sulle parole del mio Colonnello…

…criptiche parole di vittoria

E il tempo gli ha dato ragione,

perché da soldato di Idior

a soldato di Idior, si è tramandata la notizia

Che il prode Arthdain e i suoi soldati OdTO,

Così lontani da Trinsic,

Hanno dato la vita,

Non solo per Trinsic,

Ma per tutta Sosaria

E per la speranza di vittoria della nostra Fazione “


Il guerriero trasformava sempre più il suo tono di voce da calmo, ad un tono di voce più irrequieto, carico di coraggio e di grinta, sicuro di se stesso e di ogni singola parola che fuoriusciva dalle sue labbra, fedele a quelle parole tramandateli dal suo superiore.

Dopo una lunga pausa, riprese il discorso, ma il suo tono di voce era cambiato, ora era più determinato che mai e la sua voce non era più un semplice suono, ma erano grida di rabbia:

“ Ora qui

Su questo aspro frammento di Terra

Le orde di Elhoim affrontano la loro disfatta!!! “


Un grido misto di rabbia e voglia di riscatto si alzò dal plotone di Soldati, non erano in tanti, ma le loro grida e i loro spiriti erano così forti da riecheggiare in tutta la vallata e a far tremare la terra.

“ Il terrore che afferra saldo i loro cuori è immenso,

Conoscono bene la furia delle spade dei soldati OdTO

E ora fissano il loro sguardo su questa pianura

Dove ci sono dei soldati OdTO pronti a sacrificare le loro vite per sconfiggere il nemico!!! “


L’ennesimo urlo di rabbia si levò dal gruppo di soldati e questa volta fu più forte del primo.

“ Le forze del nemico ci superano di almeno due volte

E sono consapevoli della furia che presto si abbatterà su di loro…

…Quest’oggi accompagniamo il mondo fuori da un regno di vigliaccheria e scorrettezza,

In un regno con un futuro più luminoso di quanto si possa immaginare… “


Qui la voce di Rocco Siffredi si fece più forte che mai, voltandosi in direzione del nemico, urlò a squarciagola:

“ Dite grazie soldati!

Al prode Colonnello Arthdain e ai soldati OdTO caduti in battaglia!

Onore e Gloria a Trinsic! “


E così fu, il gruppo di soldati cominciò ad avanzare colmo di rabbia furente e con la voglia di vendicare il loro Colonnello Arthdain, che ormai riposava nel paradiso dei guerrieri OdTO.



Da li a breve, le terre di Sosaria, vennero macchiate del sangue impuro dei fedeli di Elhoim…
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