06-09-2009, 12:16
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#1
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[QUEST] L'invasione delle zanzare a Mallia
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Era uno dei rari casi in cui la mezz’elfa Elenthil, si trovava senza la compagnia del gemello Curan. I due vivevano quasi in simbiosi e difficilmente si separavano l’una dall’altro, tuttavia la curiosità della piccola Elenthil la spinse a giungere a Mallia senza di lui. Tutto le sembrava nuovo e meraviglioso, osservava le strade e la moltitudine di gente che le attraversavano presa da una sorta di febbrile eccitazione per la novità. Aveva vissuto lontano da tutto questo fino ad allora, protetta dalla madre e dal padre in una sorta di isola felice per anni, ma ora erano tornati ad avvicinarsi alla città ed Elenthil vedeva per la prima volta moltissime cose e moltissime razze. Era una mezz’elfa e come tutti quelli che sono presi a metà tra due nature anche Elenthil sentiva dei problemi della sua razza. Non aveva mai provato desiderio di essere più elfa piuttosto che umana, i genitori le avevano mostrato entrambe le parti in modo equo e per questo Ele non aveva sofferto di inquietudine, nonostante ciò all’età di circa di 16 anni umani, lei era ancora troppo piccola per un elfo e troppo grande per un umano, tanto che a volte il suo comportamento era del tutto infantile rispetto al mondo, e di straordinario stupore rispetto ad esso. Quel giorno passeggiava per le strade di Mallia osservando tutto con attenzione, fin quando un urlo squarciò il chiacchiericcio della piazza. “Sono ovunque aiuto!” gridava qualcuno con voce spaventata. Elenthil era molto timida e riservata di natura, e quando non era in compagnia del fratello mostrava una straordinaria fragilità, nonostante questo era anche incredibilmente pura di cuore e voleva aiutare se possibile chiunque fosse in difficoltà, così iniziò a correre per le stradine di Mallia alla ricerca della voce che disperatamente chiedeva aiuto. Fermatasi nella piazza Elenthil non vedeva ne trovava la disperata voce che aveva gridato, ma ad un tratto sentì sopraggiungere in lontananza un fragoroso rumore come un forte ronzio che sembrava sopra la sua testa, Ele alzò gli occhi una folata di vento sollevò i suo corvini capelli in quell’ istante facendole sbattere gli occhi del color del ghiaccio, il viso della mezz’elfa si tramutò in un espressione di stupore fuor dal comune, sopra di lei ronzava un gigantesca zanzara. Elenthil che non provava odio verso nessuna creatura e probabilmente nemmeno paura, era quasi ammaliata da quella strano essere, e non aveva la più pallida idea che per lei potesse essere un pericolo, le era stato insegnato ad amare ogni forma di vita e a proteggerla, rispettandola. Di nuovo un urlo interruppe il silenzio di quella stradina, una guardia gridava “Presto fuggite sono ovunque una donna è morta”. Ele fu colta da un brivido a quelle parole, ma ancora non collegava i due eventi, così si allontanò alla ricerca ancora della voce di prima. Giunse in un vicolo dopo una decina di minuti e un ‘immagine orribile la colse all’improvviso, una donna completamente dissanguata era a terra e sopra di lei sollevata in volo una di quelle enormi zanzare con il pungiglione sporco si sangue. Era orribile pensò la piccola mezz’elfa, il cuore le si stringeva al petto, non poteva fare nulla per quella donna, come avrebbe voluto aiutarla ma non poteva più ormai, questo la faceva sentire male e incredibilmente triste, e mentre tutti questi sentimenti attraversavano la giovane mente della mezz’elfa, la zanzara si abbatté di su di lei con furia attaccandola…
continua ...
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07-09-2009, 16:01
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#2
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[Quest] L'invasione delle zanzare a Mallia (seconda parte)
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Elenthil tentò di difendersi ed istintivamente alzò un braccio verso la mostruosa creatura mentre dalla sua bocca uscivano parole che sembravano una preghiera. La mano della mezz’elfa fu avvolta da una tiepida luce e la zanzara subito dopo venne colpita da un onda di mistica energia. Elenthil ansimava per la paura e lo sforzo e quando ritrasse il suo braccio, si accorse che la zanzare era morta, era riuscita a difendersi, provò un senso di sollievo e di dispiacere al contempo per aver tolto la vita a una creatura, qualunque fosse stata la sua natura, ma la tregua durò poco, uno stormo di enormi zanzare la circondarono poco dopo. Ele era spaventata, non poteva difendersi contro tutti quegli esseri che volevano ucciderla, e così iniziò a correre gridando aiuto, le zanzare presero a inseguirla per le vie di Mallia, la piccola mezz’elfa correva a perdifiato cercando scampo, fin quando da lontano qualcuno rispose al suo disperato appello e corse a salvarla. Quando la trovarono la piccola era a terra ormai stremata con le lacrime agli occhi, il suo viso stravolto sembrava solo attendere la fine, due esseri veloci come il vento in tempesta spazzarono via le enormi zanzare in pochi istanti. Ele alzò gli occhi che traboccavano lacrime e vide una alta elfa e un gigante, mai fu più contenta di vedere qualcuno, i due si preoccupavano per la giovane mezz’elfa e per quando goffo il gigante tentava di consolarla in qualche modo, ma Ele che era molto timida si sentiva ancor più spaventata e sola. Desiderava che il fratello fosse li con lei più di qualunque cosa al mondo, non voleva nessun’altro, ne nessuno avrebbe potuto consolarla. E come sempre accadeva fra i due gemelli, fu come se Curan avesse potuto sentire la sua invocazione, e pochi istanti dopo la voce del fratello gridava chiamandola.
“Curan!” gridò Elenthil, quasi come se si riprendesse da un incubo guardando si attorno fin quando non lo vide spuntare da un vicolo e correre verso di lei. Il mezz’elfo sembrava infuriato, non appena vide la sorella in quello stato sembrò perdere la testa, fece a pezzi due zanzare che ebbero l’ardire si sorvolarli e stava per prendersela con i due sopraggiunti a salvare Ele.
Curan gridò all’indirizzo dei due “ Nessuno osi toccare mia sorella, le avete fatto del male!??” I due con aria sgomenta si affrettarono a dire come stavano le cose e intimarono al giovane mezz’elfo di darsi una calmata. Quando tutto sembrò essere chiarito si presentarono e poi decisero di formare un gruppo per capire cosa stesse accadendo nella cittadina. L’alta elfa si chiamava Tiah era molto bella e fiera come tutti quelli della sua razza, dotata di eleganza e grazia innata aveva lunghi capelli castani e profondi occhi azzurri, Elenthil la guardava con ammirazione poiché anche sua madre era un elfa alta. Il gigante si chiamava Sesar ed era davvero maestoso e imponente, ma non sembrava particolarmente aggressivo, se ben Ele lo avesse visto straziar quelle zanzare in un attimo, lui la guardava con sguardo mite e rassicurante, ma la piccola ne aveva un certo timore, tanto che come era solita fare prese una manica del fratello e si mise un passo dietro lui come se questo la facesse sentire sempre protetta. Iniziarono a formulare delle ipotesi che potessero essere compatibili con lo strano comportamento delle zanzare, e la più plausibile fu che qualcosa le aveva scacciate dal loro luogo abituale ovvero la palude, così decisero tutti insieme di capire cosa fosse stato, e di recarsi in quel luogo dimenticato dagli Dei. Non appena uscirono da Mallia furono raggiunti da un nuovo individuo a Elenthil sembrò un gatto enorme, e forse con una estrema ingenuità penso che anche il gatto si fosse ingigantito come le zanzare e grido al gemello che vi si era avvicinato “ Curan attento un gatto gigante! “Questo provocò un po’ di ilarità tra i viaggiatori, ma Curan con la solita dolcezza si affrettò a spiegare alla sorella che era un leonide e non un gatto gigante. Ele di nuovo era affascinata da quella bizzarra creatura tanto che quasi si stava dimenticando della loro missione, ma Curan riportò tutti all’ordine. Il leonide si chiamava krayon e anch’esso era piuttosto imponente, ma verso Elenthil sembrò dimostrare subito una sorta di dolcezza protettiva, infondo era un sentimento che le persone provavano quasi subito verso di lei. Nemmeno il tempo di partire che un'altra persone si avvicinò al gruppo se pur con molta circospezione. Tutti quanti salutarono il nuovo venuto ed Ele si accorse che era un umano, nonostante il padre fosse anch’esso un umano, provava per quella razza una sorta di timore innato e così se ne tenne a debita distanza e rimase in silenzio per tutta la breve conversazione che ebbe con il resto del gruppo. Di nuovo un grido disperato di aiuto spezzò il chiacchiericcio del curioso drappello, l’umano appena giunto individuò la voce in quello di una driade a lui conosciuta, una driade che secondo l’umano viveva nelle paludi. Il gruppo avrebbe voluto unirsi al giovane guerriero, ma questo non ne volle sapere, era convinto che sarebbero stati tutti in pericolo in quel luogo e lui non ne voleva responsabilità alcuna. Così se ne andò silenzioso come era venuto. Un po’ scocciati per quello strano comportamento che ai più sembrò di altezzosità il gruppo riprese il cammino, ma dovette rinunciare all’alta elfa che intraprese una strada diverse separandosi da loro.
Finalmente dopo ore di cammino forzato giunsero nella palude, era un luogo inospitale e putrido, il fango arrivava loro alle caviglie imbrattandoli e rallentandoli, ovunque vi erano zanzare enormi che li fissavano e vibrando le loro ali si mostravano aggressive e poco rassicuranti. Camminarono per più di un ora inoltrandosi nella palude fin quando l’acqua melmosa iniziò a raggiungerli alle ginocchia, e fin quando si trovano di fronte a una macabra scoperta, un cadavere a terra completamente dissanguato e in avanzato stato di decomposizione. Elenthil era inorridita da tutto quello che stava vedendo ma altrettanto risoluta a salvare insieme ai suoi compagni di avventura la donna che aveva invocato aiuto…
Continua ...
Last edited by Elenthil; 28-09-2009 at 17:50..
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19-09-2009, 14:12
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#3
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[Quest]L'invasione delle zanzare giganti a Mallia (terza parte)
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L'orribile visione scosse tutti, ma allo stesso tempo confermava che le zanzare erano diventate molto aggressive ed estremamente pericolose, inoltre gironzolavano intorno a loro tenedoli sotto controllo e avvisandoli che da un momento all' atro avrebbero potuto attacarli. Il drappello continuò le sue ricerche tra un combattimento e l'atro contro le zanzare, la loro priorità era qualla di trovare la driade in pericolo. Ad un certo punto del loro cammino quando ormai si erano inoltrati nella palude più profonda e si erano inzuppati di fango fino alla vita, il gruppo incontrò qualcuno. Un elfo scuro dal fare piuttosto ambiguo si avvicinò al drappello, il suo fare sembrava falsamente cordiale, ma tra una frase e l'altra lanciava frecciatine all'indirizzo dei giovani avventurieri piuttosto sarcastiche. Nessuno di loro in effetti aveva una tale esperienza da capire subito che dei drow è meglio non fidarsi mai, per quando quello strano soggetto li avesse impressionati, dopo la breve conversazione fatta di velate minacce, i giovani avventirieri proseguirono, senza renedersi conto che si trovavano davanti alla causa di tutto quel trambusto. Ripresero il cammino iniziando a sentire la stanchezza e dopo un'altra ora passata a spostar rami che frustavano loro il viso e a togliersi fango dagli abiti e a tentare di scaldarsi un po, finalmente incontrarono la driade. Sembrava stare molto male, era a terra e dava l'impressione di dover morire da un momento all'altro, Elenthil si precipitò su di lei per curarla, ma nulla sembrava poterla far stare meglio, "Dovete salvare il mio albero,una vecchia quercia, vi prego, non posso vivevere senza il mio albero, salvatelo" supplicò la driade con voce ormai quasi solo sussurrata. I quattro si guardarono in volto perplessi, possibile che in quel luogo si trovasse davvero un enorme quercia, come poteva vivere in quel posto?Eppure la driade continuava quasi come una litania disperata a chiedere aiuto per la sua quercia. Qualche secondo dopo la driade si addormetò sfinita, il gruppo la adagiò in un posto più asciutto e cercando di metterla al sicuro, e poi a malincuore dovette lasciarla, per partire alla ricerca della quercia...
continua ...
Last edited by Elenthil; 28-09-2009 at 17:45..
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28-09-2009, 18:19
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#4
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[[Quest]] L'invasione delle zanzare giganti a Mallia
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Da otto ore il gruppo di avventurieri era in marcia, e da ben quattro nella palude, dove il fango rendeva ogni passo una vera tortura. I piedi della mezz'elfa Elenthil erano gonfi e stanchi e ogni volta che li doveva sollevare per fare un passo in più il dolore si faceva sempre più forte, l'acqua penetrava sotto la pelle che da troppe ore si trovava immersa in quella putrida fanghiglia scura, gonfiandola. Era notte ormai, e tutti accusavano la stanchezza, anche le imponenenti creature come il Leonide Krayon e Il gigante Sesar. Curan non sembrava mostrare alcun segno di fatica, eppure anche lui doveva essere esausto, ma forse cercava di non mostrarsi debole per far sentire la sorella sempre protetta. All'imporvviso la folta ed impervia vegetazione che era stata di fornte a loro fino a quel momento, si diradò senza preavviso, e apparve come da un miraggio una radura che al chiaror della luna finalmente di nuovo visibile, sembrava completamente verdeggiante. Ma la cosa che più colpì tutti fu l'immenso albero che troneggiava al centro di essa. L'incredibile visione e la consapevolezza di aver trovato ciò che cercavano sembrò ritemprarli tutti, tanto che corsero di slancio verso la Quercia, poco importava quando male facessero loro le ossa, quanto i piedi fossero ormai piagati dalle ore di cammino e il fisico stanco, corsero tutti insieme fin sotto l'imponente albero.
Era maestoso, a guardare in alto non ne se ne vedeva la fine, doveva essere li da centinaia di anni; Elenthil provò un senso di commozione di fronte a tanta regalità e un profondo senso di rispetto per quella verde creatura che aveva saputo sfidare le epoche fino a loro. Il gruppo di avventurieri iniziò a ispezionare l'albero cercando un segno e pian piano si accorsero che nel tronco vi era una sorta di ferita, una apertura dalla quale si poteva osservarne l'interno. Cosi' Elenthil inizio a sbriciare dentro il tronco, era una mezz'elfa e per questo poteva vedere anche al buio, e ciò che vide la spaventò molto. Elenthil gridò all'improvviso e mentre avvisava tutti che il tronco era pieno di enormi zanzare, Sesar vi penetrò all'interno. Tutti gridarono al gigante di uscire immediatamente, ma lui non trovava il modo per farlo, le zanzare ronzavano spaventate e pronte ad attaccare, così avvenne un fatto curioso che mentre in gruppo trovava il mondo di entrare Sesar trovò quello di uscire e così, lui si trovò fuori e salvo, e loro si trovarono dentro e in pericolo."Fatemi entrare!" gridò Sesar,"Fateci uscire!", gridò Elenthil dall'interno, ma ormai era tardi tutto lo stormo di zanzare si abbattè sugli avventurieri. La battaglia fu cruenta, da fuori Sesar sentiva le grida, le spade vorticare, e gli incantesimi pronunciati con voce disperata, dentro Curan, krayon ed Elenthil lottavano per rimanere vivi, e ci riuscirono. Dopo mezz'ora di battaglia senza tregua a terra rimanevano solo i corpi mozzati e inceneriti della orribili zanzare, i tre si lasciarono cadere sul fondo muschioso della Quercia, sporchi, stremati con il fiatone e negli'occhi ancora la paura e l'eccitazione della battaglia appena avvenuta. Finalmente Sesar rientrò trovando i tre amici a terra mentre Elenthil prestava loro le prime cure. Ebbero appena un po di sollievo, dalla piccola mezz'elfa che sentiva sempre di più le sue energie scemare. I quattro si fecero forza uscirono dall'albero e di nuovo affrontarono una parte di palude per andare a riprendere la Driade della quercia e riportarla nella sua pianta. Tornati all'interno della secolare pianta con la Driade questa si riprese, ma non era finita alla Driade era stato rubato qualcosa di fondamentale, il seme della Quercia...
Continua...
Last edited by Elenthil; 08-10-2009 at 17:31..
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08-10-2009, 18:09
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#5
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[[Quest]] L'invasione delle zanzare giganti a Mallia ( Quinta parte)
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Era come se quella giornata non riuscisse ad avere un termine, ogni volta che risolvevano un problema se ne prensentava uno ancora maggiore, il seme della Quercia era sparito, rubato da un drow, probabilmente lo stesso drow che qualche ora prima nella palude li aveva scherniti, e al quale non avevano dato troppo peso, ora il gruppetto di avventurieri se ne pentiva amaramente. Si alzarono in piedi e dopo essersi ripresi qualche istante, e con risolutezza e decisione, fuoriuscirono dalla secolare Quercia in cerca del drow. Elenthil sorrise alla druida con la sua solita dolcezza, e parve quasi che un tiepido raggio di sole mattutino fosse penetrato all'interno del cavo e oscuro tronco, a illuminare quella giornata che si preannuciava piena di rischi e di pericoli. La Driade rispose al sorriso della mezz' Elfa fin quando non la vide sparire a di fuori del sui regno vegetale. Il drapello riprese la via della palude anche se a malincuore, era l'alba del secondo giorno e un tiepido sole riscaldava con timidezza sopra le fronde degli alberi, ma erano troppo fitti per permettergli di penetrare fin dentro la palude, un po' di sole avrebbe dato sicuramente sollievo e coraggio ai giovani amici, ma quel sole oggi non era per loro. Infondo furono fortunati, probabilmente quel drow bazzicava spesso da quelle parti in cerca di qualche carogna da depredare, e forse anche lui aveva comesso l'errore di sottovalutare i giovani avventurieri, e così si incontrarono di nuovo. Questa volta non ebbe il tempo di schernirli, e non ebbero nemmeno il tempo di rivolgersi la parola, le armi scivolarono immediatamente fuori dai loro foderi, e il drapello si gettò in gruppo contro il drow nemico reo di aver rubato quel seme. Per quanto si potesse pensare che essendo in gruppo i ragazzi avrebbero dovuto avere la meglio sull'unico drow, non fu esatatmente così, lui era molto preparato, era un guerriero, un drow abbituato a uccidere, saccheggiare torturare, come tutti i drow del resto era una macchina per ucciedere. Lo scontro fu furente, Sesar venne colpito violentemente dal drow e rimase gravemente ferito, durante quel momento concitato, il drow fuggi via. Sesar cadde a terra, era grave, ed Elenthil nonstante avesse usato molta della sua energia per curare il gruppo durante lo scontro e che questo l'avesse resa ormai allo stremo delle forze, non si tirò in dietro e corse a prestera le cure al Gigante. Ma il resto del gruppo scalpitava, urlarono alla mezz'elfa di seguirli per rincorrere il drow, ma lei non voleva, non poetva lasciare li Sesar agonizante, nonostante le prime cure riuscirono a chiudere le ferite più gravi. Elenthil non poteva fermarsi li, doveva seguire gli altri, anche loro avevano bisogno di lei, il gigante bonariamente capiva la situazione e spinse Ele ad andare, così la mezz' elfa se pur a malincuore riprese la caccia al drow con gli altri rimasti. Fu una caccia breve, lo ripresero quasi subito e in un ultimo sforzo estremo dando fondo a tutte le loro energie riuscirono ad avere il sopravvento su quell'essere abbietto. Ma i drow si sa sono dei signori nell'inganno e non sarebbe morto senza tentare di portarsi con se almeno uno di loro. Cadde a terra con un tonfo il drow, i lunghi capelli argentati svolazzarono qualche istante appiccicandosi poi al suo viso inerme e pieno di sangue, i ragazzi ansimavano osservandosi in silenzio, fin che un di loro raccolse il seme della quercia dalle tasche del drow giacente a terra. Corsero via quasi non volessero più vedere quell'orrore, non avevano più forze ne energie eppure correvano a perdifiato nella palude per tornare dalla Driade. Quando riconsegnarono il seme la Quercia ebbe quasi uno scossone come se la linfa forse tornata in lei, Elenthil era pallida stremata piena di ferite ma felice, fin quando sentì accanto a se un tonfo, si voltò e vide Curan a terra privo si sensi in preda a spamsi causati dal veleno della spada del drow. La mezz'elfa gridò terrorizata accasciandosi sul corpo del fratello gridando disperatamente aiuto ai suoi compari, nessuno di loro sapeva cosa fare, ne ne avevano ormai la forza, Elenthil pregava, le sue mani emanavano una fiebile luce guaritrice ma era inutile, non serviva a curare il veleno. La mezz' elfa provò paura, una immensa paura di perdere metà della sua stessa vita, non poteva permetterlo a qualunque costo lei lo doveva salvare. Era frustrante nulla di quello che tentava aiutava il fratello esanime ai suoi piedi, le lacrime brucianti scendevano sul suo candido viso, rigandolo di nera polvere sciolta dal salato liquido. Piangeva ormai implorando aiuto, fin che la Driade, mossa a pietà dal sincero e disperato grido di aiuto della giovane ragazza, prese Curan e lo avvolse in un immensa luce guaritrice. Elenthil era in ginocchio il viso distrutto dalla fatica e dalla paura, con il cuore in mano attendendo di vedere gli occhi del fratello aprirsi di nuovo e guardarla, quegli occhi erano lo specchio dei suioi, quegli occhi avevano visto tutto ciò che aveva visto lei, Elenthil si sentiva mancarle il fiato, si sentiva svenire, ma si impose di non farlo, fin che non avesse visto il fratello salvo. Un ora più tardi Curan si riprendeva grazie alla Driade, i gemelli si abbracciarono felici ed Elenthil sembrava non smettesse più di ringraziare la Driade. "Quanta purezza, quale luce rara risplende in te piccola mezz'elfa, i tempi di oggi sono bui ma forse per te il futuro sarà più luminoso di quanto immagini" Disse la Driade mentre i giovani avventurieri uscivano dalla Quercia, Elenthil mano nella mano con il fratello Curan uscì dall' albero tenendo il viso rilvolto verso la Driade ascoltando con stupore quelle parole dal sapore profetico.
Fine
Last edited by Elenthil; 08-10-2009 at 18:18..
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08-10-2009, 18:29
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#6
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Rientro dopo l'avventura delle zanzare
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I due gemelli tenendosi sempre per mano tornarono a casa, erano così stanchi che se si fossero fermati anche un solo istante si sarebbero addormentati in piedi. Erano stati lontani da casa quasi tre giorni e finalmente dopo diverse ore di cammino giunsero davanti all'ingresso di casa. Elenthil e Curan alzarono gli occhi e di fronte alla porta si ergevano statuari i loro genitori .....
Fine..
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